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La sede della sezione

 

La Sede Del Nucleo

La sede di Bariano si trova:

Intitolato a :M.llo pilota Vittorio Ciocca

Capo Nucleo : Bettani Luigi

Il monumento ai caduti dell'aria

Il Monumento ai Caduti dell'Aria

 

 

Costituita a Torino (Febbraio l952) e successivamente trasferitasi a Roma (nel 1959), l'Associazione Arma Aeronautica raggruppa ex avieri che hanno prestato servizio nell'arma, ma anche i familiari, simpatizzanti e, più in generale coloro i quali amano il volo.

Dal 2007, per volontà di Giambattista Facchetti, presidente della sezione di Treviglio, il sodalizio, che con manifestazioni e rievocazioni storiche sostiene le vicende dell'Arma Azzurra è presente anche a Bariano.

Non si tratta di una casualità. Già negli Anni 30, infatti, esisteva proprio a Bariano un campo volo in terra battuta, che confinava a ovest con il muro del cimitero, a sud con la strada campestre per Caravaggio e a nord con i binari della linea ferroviaria Milano_Venezia.

Quel campo volo, denominato “Campo di Fortuna”, era alle dirette dipendenze del Comando della lª Zona Aerea Territoriale di Milano. Il responsabile del campo, dell'hangar e della palazzina di comando era Alfredo Giorgi, milanese di nascita ma sposato con una giovane di Bariano (la famiglia riposa infatti nella cappella che si trova a sinistra dell'ingresso del nostro cimitero). Uomo burbero di stazza imponente, Giorgi era spesso impegnato ad allontanare i bambini che correvano al campo, attratti da quei veicoli che decollavano e atterravano su quel lembo di terra di paese.

Celebre l'episodio di un biplano che in una fredda e gelida mattina d'inverno, mentre la nebbia si diradava in fondo alla pista, andò a sbattere contro il muro del cimitero durante l'atterraggio. Pilota illeso ma aereo in grado di solcate nuovamente i cieli soltanto dopo una minuziosa opera di revisione.

Qualche anziano ricorda come il veicolo iniziasse a rullare già sulla strada per Caravaggio, spinto dagli addetti nel suo arrancare affannoso. Poi l'accelerata assodante, il vorticare dell'elica e il decollo in una tempesta d'aria e di polvere prima di scomparire nella bruma del campo come un goffo trampoliere.

In memoria di quegli anni, all'inizio del vialetto che conduce all'ingresso del cimitero, un monumento ricorda ora i caduti dell'aeronautica in guerra e in missione di pace. Realizzata dal socio Massimiliano Colombo, l'opera donata al nucleo e alla comunità di Bariano raffigura un biplano Neuport, realizato al tempo in legno e tela, dotato di due mitragliatrici che buca un cerchio in acciaio che lo regge, sinonimo di perfezione dell'attuale aviazione. A lato la fusione in ghisa dello stemma araldico dell'Aeronautica Militare Italiana che raffigura i quattro emblemi delle squadriglie impegnate nella prima Guerra Mondiale (il cavalluccio alato della 27ª squadriglia Farman, il grifone alato del 91° caccia, il quadrifoglio della 10ª squadriglia da bombardamento Caproni, i leoni di San Marco dell'87ª squadriglia aeroplani della Serenissima. Il tutto sovrastato dall'aquila turrita dei piloti e sotto il cartiglio recante il motto 'Virtute Siderum tenus, (con valore verso le stelle), L'inaugurazione del monumento è avvenuta il 1° maggio, nel corso di una cerimonia alla quale hanno partecipato, oltre al sindaco Fiorenzo Bergamaschi, i soci del nucleo di Bariano e Avieri bergamaschi, e nel ruolo di madrina, Annamaria Danelli .